Sostegno al Premio Amilcare Ponchielli

Sabato 8 febbraio 2020, alla Galleria Bel Vedere di Milano,
sono stati circa 30 i fotografi che hanno partecipato alle letture portfolio organizzate dal G.R.I.N., Gruppo Redattori Iconografici, in collaborazione con Tau Visual e Afip, per raccogliere i fondi per finanziare l’edizione 2020 del Premio Amilcare G. Ponchielli,  sono stati raccolti 1.870 euro.

Per raggiungere l’obiettivo dei 5.000 euro necessari per premiare il prossimo vincitore del Premio Amilcare G. Ponchielli, il prossimo appuntamento è fissato per sabato 29 febbraio,sempre alla Galleria Bel Vedere, in occasione del finissage della 15ma edizione della mostra PRIMA VISIONE 2019. I FOTOGRAFI E MILANO.

Dalle 10.30 alle 19 saranno messe in vendita alcune opere esposte nelle precedenti edizioni della mostra, mentre i membri del G.R.I.N. saranno a disposizione per eventuali letture portfolio

Le letture Porftolio sono a numero chiuso riservate ai soci TAU che non hanno potuto essere presenti l’8 febbraio e ai soci AFIP, per prenotarsi bisogna scrivere una mail a info@afipinternational.com

 

La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani

Inaugura domani 15 febbraio “La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani“, in occasione del 75°anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, avvenuta ufficialmente il 1° maggio in Italia, l’8 maggio in Europa e il 2 settembre nel Pacifico.

Manzanar Relocation Center Manzanar California, A little girl evacuee of Japanese, NARA

L’esposizione mira a raccontare la storia del più devastante conflitto che l’uomo abbia mai conosciuto attraverso le immagini più suggestive e famose degli Archivi di Stato americani – National Archives and Records Administration, Library of Congress, US Navy, US Marines Corp, US Army, etc. 

Top women at U.S. Steels Gary Indiana Works, NARA

Composta di circa 60 immagini, la mostra ripercorre infatti tutti i principali eventi del Secondo Conflitto Mondiale sui fronti europei, nord africani e del Pacifico: l’invasione della Francia e i bombardamenti sulla Gran Bretagna, l’attacco a sorpresa di Pearl Harbor e l’invasione della Russia, la guerra in Nord Africa e la riconquista isola per isola dell’Oceano Pacifico, i campi di sterminio e la riduzione in schiavitù di milioni di Europei per sostituire i Tedeschi al fronte nelle fabbriche, i movimenti di liberazione e le punizioni ai collaborazionisti, la guerra in Italia e il D-Day, la sconfitta dei Tedeschi e le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la resa del Giappone e la caccia ai gerarchi nazisti.

Curata da Alessandro Luigi Perna e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose, la mostra fa parte del progetto History & Photography che ha per obiettivo raccontare la Storia con la Fotografia (e la Storia della Fotografia) valorizzando gli archivi storici fotografici nazionali e internazionali, sia pubblici che privati.

Rivolta al grande pubblico e a scuole e università, le immagini sono visibili via web (anche una volta terminata l’esposizione) sia ai professori per fare lezione in classe in autonomia che ai privati per l’home vision –  due nuovi servizi che rendono il progetto H&P all’avanguardia in Italia.

Dal 15 febbraio al 27 giugno 2020

presso La Casa di Vetro

via Luisa Sanfelice, 3 Milano

https://www.history-and-photography.com/la-guerra-totale

Fra noi e le cose, Mario Cresci e Novella Oliana

Ha inaugurato ieri Fra noi e le cose, una mostra di Mario Cresci e Novella Oliana, a cura di Gigliola Foschi

Un dialogo inedito fra due autori di differenti generazioni attorno all’eredità di un approccio visivo innovativo.

Mario Cresci, maestro riconosciuto della fotografia italiana e Novella Oliana appaiono profondamente in sintonia nel leggere e interpretare il mondo circostante, ognuno attraverso la propria visione. Entrambi esplorano una metodologia dello sguardo di cui Mario Cresci è stato in primis sperimentatore e fautore. 

Un dialogo proficuo in circa venti fotografie che, nonostante tematiche in apparenza diverse, è evidente tra la serie   La casa di Annita (2003) di Mario Cresci e la ricerca Lo spazio necessario (2016-2020) di Novella Oliana.

MARIO CRESCI: LA CASA DI ANNITA

È il tentativo di preservare la memoria di una vita trascorsa in una villetta degli anni Trenta attraverso le tracce sedimentate dagli oggetti appartenuti alle persone scomparse che l’hanno abitata: immagini-ricordo di una casa che andava svuotandosi, finito il tempo di chi l’aveva vissuta.

Mario Cresci, 2020, Annita

Scrive Gigliola Foschi nel suo testo critico: “Mario Cresci sente che il corpo vivo della casa sta cessando di esistere per la perdita delle sue funzioni, avverte il dolore di chi è costretto ad aprire e liberare vecchie scatole, armadi e cassetti pieni di cose conservate con cura. Con discrezione decide allora di usare la fotografia come una forma di scrittura fredda, classificatoria e possibilmente priva di sentimenti retorici. Eppure, nonostante il suo sguardo sia frontale e diretto, qualcosa accade e questo qualcosa è una piccola differenza che cambia tutto, è un leggero scarto che rimescola le carte e le rimette in gioco.” 

La sua intende essere una rispettosa fotografia-prelievo ma, nel momento in cui Cresci sposta gli oggetti, anche se di poco, entra in intimità con essi.  Le sue immagini diventano strumento di un confrontarsi inedito con la realtà e con il senso dell’abitare spazi intesi come depositi di memorie, storie, momenti di vita vissuta.

Mario Cresci, 2020, Annita

Mario Cresci, classe 1942, mette in atto una personale “ricerca antropologica” e le scene che egli fotografa acquistano una nuova vita che ridà senso a quella passata. 

Per l’artista, che vive e lavora a Bergamo, il valore della memoria delle cose non diviene mai sterile nostalgia del passato, ma valorizzazione di atti creativi espressi da persone che in essi hanno proiettato la loro storia e la loro identità. 

NOVELLA OLIANA: LO SPAZIO NECESSARIO

Artista, docente e ricercatrice, per Novella Oliana, in perfetta sintonia con le ricerche di Mario Cresci, la fotografia è una continua ricerca, uno strumento di riflessione che si dilata nel tempo, che si approfondisce di gesto in gesto (come il tagliare, il cucire, il raccogliere piccoli sassi…) senza avere una meta prestabilita, ma che parte sempre da un punto che è profondamente radicato al suo essere, alla sua vita, vicino ai luoghi da lei amati. 

Scrive Gigliola Foschi: “La meta è il suo continuo lavorio, dove il tagliare, il cucire, il raccogliere piccoli sassi bianchi, e poi fotografie d’archivio, e poi frammenti di immagini, si coniuga senza fratture con il fotografare, il rifotografare, il comporre, il creare piccole installazioni magiche fatte di un quasi niente: uno specchietto, un isolotto mignon, una piccola immagine…”.

Novella Oliana, classe 1978, attraverso la fotografia ha sviluppato in maniera più vasta la comprensione di mondi culturali differenti che interagiscono con il nostro, in particolare quelli del Medio Oriente e del Mediterraneo.

Novella Oliana, piccolo sistema

Nelle fotografie esposte a Milano tutto ragiona attorno al mare, dentro il mare, la sua storia, i suoi miti. Il mare come una parte di sé, la superfice acquatica come un testo da smontare e ricomporre, il Mediterraneo come un universo denso di riflessi, di apparizioni e scomparse, di isole che emergono e si inabissano nascondendosi alla vista come nel trittico Hypothése d’île.

Le immagini di Novella Oliana si offrono come narrazioni “aperte”. Le sue microstorie vanno ascoltate con attenzione. Per renderle attive nel nostro immaginario l’autrice sceglie di rimetterle in gioco sottovoce, in modo sommesso ma tenace (non a caso le sue immagini sono spesso di piccole/medie dimensioni e composte da dittici o trittici), si affida agli incontri, ai ritrovamenti dove ogni pezzo che si aggiunge si trasforma e si riscrive. 

Novella Oliana, creative process

Gigliola Foschi: “Il valore delle sue opere non è tanto nelle singole immagini, ma nel loro insieme composto di frammenti che si connettono gli uni agli altri come costellazioni. È nella rinuncia a ogni pretesa di completezza, nel continuo fare e rifare in cui si mescolano storia e invenzione, svelamento e occultamento, nel nome di un’idea di Mediterraneo che si nutre di archivi immaginari e d’immaginazioni individuali e collettive”.

 

Red Lab Gallery

dal 7 febbraio al 4 aprile 2020

Ingresso libero

 

Helmut Newton. Works alla GAM di Torino

Ha aperto oggi, 30 gennaio, la grande retrospettiva Helmut Newton. Works,  promossa da Fondazione Torino Musei e prodotta da Civita Mostre e Musei con la collaborazione della Helmut Newton Foundation di Berlino.

Il progetto espositivo è a cura di Matthias Harder, direttore della fondazione tedesca, che ha selezionato 68 fotografie con lo scopo di presentare una panoramica, la più ampia possibile, della lunga carriera del grande fotografo che sin dagli inizi non ha mai smesso di stupire e far scalpore per i suoi concetti visivi veramente unici. Il risultato è un insieme di opere non solo particolarmente personali e di successo, ma che hanno raggiunto un pubblico di milioni di persone anche grazie alle riviste e ai libri in cui sono apparse, e alle mostre delle sue foto.

Nel percorso di mostra si spazia dagli anni Settanta con le numerose copertine per Vogue, sino all’opera più tarda con il bellissimo ritratto di Leni Riefenstahl del 2000, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.

68 fotografie in quattro sezioni che rendono visibile come in questo lungo arco di tempo, Newton abbia realizzato alcuni degli scatti più potenti e innovativi del suo tempo.

Numerosi ritratti a personaggi famosi del Novecento, tra i quali Andy Warhol (1974), Gianni Agnelli (1997), Paloma Picasso (1983), Catherine Deneuve (1976), Anita Ekberg (1988), Claudia Schiffer (1992) e Gianfranco Ferré (1996). Delle importanti campagne fotografiche di moda, invece, sono esposti alcuni servizi realizzati per Mario Valentino e per Thierry Mugler nel 1998, oltre a una serie di importanti fotografie, ormai iconiche, per le più importanti riviste di moda internazionali.

Helmut Newton. Works, retrospettiva alla Gam di Torino

Il chiaro senso estetico di Newton pervade tutti gli ambiti della sua opera, oltre alla moda, anche nella ritrattistica e nella fotografia di nudi. Al centro di tutto le donne, ma l’interazione tra uomini e donne è un altro motivo frequente della sua opera.

Helmut Newton morì improvvisamente il 23 gennaio 2004 a Los Angeles, prima di poter assistere alla completa realizzazione della Fondazione a lui dedicata.

Helmut Newton. Works è il titolo del grande volume edito da Taschen che comprende anche le foto esposte in mostra e ne rappresenta idealmente il catalogo.

Tutte le info sul sito della GAM:

https://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/helmut-newton

YOUNG – A NEW OMANI GENERATION

Quattro giovani fotografi raccontano la nuova generazione dell’Oman, paese emergente sulla scena del turismo internazionale

Le immagini di quattro fotografi italiani – Umberto Coa, Nicolò Panzeri, Vanessa Vettorello e Serena Vittorini – illustrano il Sultanato dell’Oman attraverso la mostra YOUNG – a new Omani generation, esposta dal 5 al 14 febbraio 2020 nella Sala delle Colonne alla Fabbrica del Vapore di Milano, in occasione della Borsa Internazionale del Turismo

©Serena Vittorini/Parallelozero

Le immagini scattate dai fotografi di Parallelozero mostrano un lato inedito e genuino dell’Oman, la nazione più sicura e accessibile del Golfo d’Arabia. Un Paese giovane che ha voglia di raccontarsi e che lo ha fatto durante un viaggio fotografico durato due settimane: tremila chilometri di strade percorsi, decine di incontri e l’indispensabile aiuto delle guide di Al Koor Tourism dell’italiano Piero Rossi.

Il risultato è un ritratto giovane, fresco e autentico dell’Oman, che si racconta attraverso i sorrisi, gli sguardi aperti e fieri, l’abbraccio dei giovani sportivi, degli artisti e degli chef, degli insegnanti, dei designer e dei musicisti omaniti. Un paese perfetto per un viaggiatore giovane e dinamico, adatto agli amanti della cultura come agli appassionati di attività outdoor, ma soprattutto a chi desidera uscire dalle rotte turistiche tradizionali e provare esperienze autentiche.

©Umberto Coa/Parallelozero

©Serena Vittorini/Parallelozero

Concepito dal Ministero del Turismo dell’Oman insieme all’agenzia fotografica Parallelozero e presentato in anteprima, a novembre, presso cinque prestigiose scuole fotografiche (IED di Torino e di Milano, Officine Fotografiche di Milano, l’IFSCI di Roma e la Fondazione Studio Marangoni di Firenze) il progetto YOUNG – a new Omani generation offre, attraverso la meraviglia dell’incontro, una lettura inedita della cultura, dell’economia, dello sport e della natura del Sultanato.

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YOUNG – A NEW OMANI GENERATION
dal 5 al 14 febbraio 2020 presso LA FABBRICA DEL VAPORE 
Via Giulio Cesare Procaccini, 4, 20154 Milano MI
MM5 – fermata MONUMENTALE
ORARI DI APERTURA: 11:30-18:00
INGRESSO GRATUITO

 

La democrazia dello sguardo

Dal 25 gennaio al 2 febbraio 2020 Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita La democrazia dello sguardo, un ciclo di conversazioni ideato da Marco Berti e Francesca Pappalardo (Azienda Speciale Palaexpo) con Chiara Capodici (Leporello) e la collaborazione di Niccolò Fano e Alessandro Imbriaco.
 
Un denso programma di appuntamenti animati dalla comunità che opera intorno alla fotografia a livello nazionale, in occasione del ritorno a Roma del lavoro di Gabriele Basilico, con la mostra Metropoli, a cura di Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia.

Il suo sguardo gentile e democratico, capace di individuare nello spazio urbano e restituire in quello fotografico la convivenza di elementi tra loro discordanti, ha stimolato la necessità di radunare intorno alla mostra alcuni testimoni d’eccellenza, per una riflessione collettiva sul linguaggio fotografico e la sua capacità di definire i contorni del vivere contemporaneo.

Oltre quaranta personalità tra le più autorevoli che operano nella fotografia si alternano in un serrato programma articolato in conversazioni che, partendo dall’analisi dell’esperienza di Gabriele Basilico, perlustrano tutti gli orizzonti possibili della fotografia, dal racconto di guerra allo sberleffo comico, passando attraverso il paesaggio e l’indagine indiziaria; tavoli di confronto tra operatori del settore, chiamati a discutere tra loro e in pubblico i loro “lavori in corso” in ambito progettuale, didattico e curatoriale, per condividerne modalità e obiettivi.

Due giornate vengono interamente dedicate agli studenti delle scuole e degli istituti di Roma con un corso di specializzazione in fotografia, coinvolti in una serie di seminari che analizzeranno agli aspetti principali di una produzione fotografica di documentazione. L’inizio di un percorso didattico che si svilupperà successivamente nelle rispettive sedi e che si concluderà con il ritorno al Palazzo delle Esposizioni, per un workshop rivolto alla documentazione dei suoi spazi in relazione con la città. Completa il programma un ciclo di proiezioni di documentari dedicati a esperienze significative in ambito fotografico.

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI – I posti per le conversazioni, i tavoli di lavoro e le proiezioni verranno assegnati a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni appuntamento. Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della PdE card. L’ingresso non sarà consentito a evento iniziato.

I posti per i seminari sono riservati agli studenti delle scuole e degli istituti di formazione superiore con un corso di specializzazione in fotografia di Roma, su prenotazione.

Per il programma dettagliato leggere sul sito di Palazzo delle Esposizioni

Immaginario – 125 fotografie per i 125 anni del Touring Club Italiano

Dal 10 al 31 gennaio 2020 presso lo spazio espositivo di Palazzo Lombardia, a Milano, una grande mostra per celebrare i 125 anni del Touring Club Italiano.

“Immaginario. 125 originali: viaggio a sorpresa negli archivi Touring”, questo il titolo della mostra in cui sono esposte per la prima volta 125 stampe fotografiche originali vintage conservate nell’Archivio Fotografico del Touring, un tesoro che raccoglie oltre 350.000 fotografie dal 1870 al 1970 che vanno dal paesaggio all’arte e alle città, dal lavoro ai trasporti e alla società in genere.

A selezionare le immagini è stato Luca Santese, fotografo e membro fondatore di Cesura, collettivo che dal 2008 si è affermato nel panorama nazionale e internazionale come una forza indipendente capace di produrre ricerca di qualità in ambito fotografico, dallo scatto alla stampa, dalla postproduzione all’allestimento di mostre. Non è stata un’impresa semplice data la vastità dell’Archivio, ma alla fine Santese ha selezionato 125 stampe, una per ogni anno dell’associazione.

Gli scatti sono databili prevalentemente attorno agli anni Venti e Trenta del secolo scorso, con qualche esemplare più antico, ad esempio alcune stampe all’albumina di inizio Novecento e qualche stampa più recente. Il curatore ha poi accostato e distribuito i 125 originali nelle 39 cornici complessive di cui si compone l’allestimento. “Non è una storia del Touring per immagine” ha detto “piuttosto la selezione vuole mostrare la forza fotografica e creativa di quelle che definirei vere e proprie opere d’arte”. 

La mostra fa capire meglio quanto l’Archivio Touring abbia contribuito a formare, in più di un secolo di storia, un immaginario collettivo. Perché gli archivi servono anche a questo: a mettere in prospettiva il presente attraverso il passato, una memoria che non è conclusa e a sé stante, ma che è sempre attuale e attualizzabile

 

INFORMAZIONI
Immaginario – 125 originali 
– Ingresso libero dal 10 al 31 gennaio 2020; dal martedì al venerdì 12-18; sabato e domenica 10-18; inaugurazione giovedì 9 gennaio ore 18.30-20. Accoglienza a cura dei Volontari Touring.
– Spazio Espositivo Palazzo Lombardia, entrata N2, via Galvani 27, Milano (accesso da via Galvani, di fianco al caffè Ottolina)
– Produzione della mostra: Cesura. Un progetto in collaborazione con Regione Lombardia, con il contributo di Fondazione Cariplo

– Visite guidate: domenica 12, domenica 19 e domenica 26 gennaio visite guidate a partecipazione libera alle ore 11.30, 14.30 e 16.30, a cura di Luciana Senna e Ilaria Parma dell’Archivio TCI. 

Ricordiamo che il sito dell’Archivio Touring, dove sono presenti numerosi percorsi tematici e un’ampia selezione di immagini digitalizzate, è www.digitouring.it
 

PANORAMI CONTEMPORANEI E LUOGHI IN TRASFORMAZIONE

PANORAMI CONTEMPORANEI E LUOGHI IN TRASFORMAZIONE

Residenze di Fotografia in Italia, II edizione

Milano, Padova, Parma

Selezione di 6 artisti under 35

Il progetto Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione si propone di indagare con l’arte e la fotografia i cambiamenti che influenzano il nostro modo di vivere nelle città del presente, individuarne criticità e potenzialità, registrare le sfide, anticipare i cambiamenti del futuro.

In particolare, durante le residenze ospitate a Milano, Padova e Parma, la ricerca artistica verterà su alcune aree che sono state oggetto di interventi di rigenerazione, spesso promossi da amministrazioni pubbliche, con l’intento di creare un equilibrato rapporto tra bisogni sociali, attività produttive, creatività e ambiente, determinanti per la crescita culturale delle comunità.

Progetto promosso da Comune di MilanoGAI Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani e Museo di Fotografia Contemporanea
in partenariato con Comune di Padova e Comune di Parma
con il sostegno di MiBACT e SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea

Il concorso verrà presentato in un incontro aperto a tutti il 9 gennaio 2020, ore 18.30, presso Officine Fotografiche Milano.

Intervengono:

Fabrizio Chirico – Direttore dell’Area Giovani, Università e Alta Formazione del Comune di Milano

Tommaso Sorce – Area Giovani, Università e Alta Formazione del Comune di Milano 
 

DESTINATARI
Il concorso si rivolge a giovani fotografi e artisti attivi nel campo delle arti visive, di età compresa tra i 18 e i 35 anni compiuti, residenti in Italia (inclusi i soggetti di nazionalità non italiana), che operano con obiettivi professionali utilizzando il mezzo fotografico.

I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della domanda di ammissione.
È possibile presentare una sola candidatura, in forma singola e a titolo individuale.

Deadline 16 gennaio 2020, ore 15

Per partecipare scarica il bando completo e il modulo

Televisiva | La nuova mostra di Stefano De Luigi a Milano

Con il progetto inedito “Televisiva” del fotografo Stefano De Luigi, quattro volte vincitore del World Press Photo, Other Size Gallery by Workness di Milano inaugura la programmazione espositiva 2020 che sarà interamente dedicata alla fotografia d’autore.

Nei 32 scatti in bianco e nero – esposti dal 6 febbraio fino al 10 aprile nella mostra a cura di Giusi Affronti – la narrazione si concentra sull’universo televisivo italiano degli anni Novanta, la sua storia, i backstage e i personaggi, restituendo il fermo-immagine di un’epoca che ci parla in modo drammaticamente attuale anche dell’oggi.

In un periodo compreso tra il 1994, anno del primo governo Berlusconi, e il 2000, segnato dalla messa in onda del Grande Fratello, primo reality show italiano, Stefano De Luigi elabora il suo progetto fotografando i set televisivi di trasmissioni emblematiche di quel periodo creando un archivio di immagini dell’entertainment insieme a una galleria di ritratti di presentatori e starlette, da Mara Venier a Wendy Windham, da Paolo Bonolis a Platinette.

Tra satira e inquietudine, la fotografia di De Luigi scruta sotto la superficie di paillettes dello spettacolo televisivo, rappresentato come un microcosmo carnevalesco di showmen, ballerine e creature circensi nate dalla fantasia degli autori tv, e restituisce una rappresentazione umana grottesca che diviene metafora della politica e della società dell’Italia di oggi.

A distanza di venticinque anni dalla sua nascita, come una profezia, “Televisiva” denuncia il sistema di parole urlate e fake news, di facile sensazionalismo e di modelli di comportamento che, tra fascinazione e demagogia, si è traslato dalla dimensione virtuale della televisione al dibattito politico e alla quotidianità del paese reale.

Aperta la call per partecipare ai seminari gratuiti del Premio Ghost

Nel 2019 è stato istituito in Italia il primo premio dedicato alla valorizzazione delle figure attive nella post-produzione fotografica digitale.

Promosso dal MiBACT – Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana in collaborazione con Officine Fotografiche, il Premio Ghost si è proposto di sollevare l’attenzione sull’effettivo ruolo svolto da queste figure tecnico/creative di ambito fotografico e sulla genesi dei processi operativi della fotografia digitale, come sul lavoro di gruppo che può esservi dietro. Il concorso richiedeva la presentazione di un lavoro di post-produzione digitale composto da un massimo di 6 immagini, realizzato a partire da una o più fotografie di un unico autore (diverso dal post-produttore), di un testo di descrizione delle scelte interpretative e dei corrispondenti interventi di post-produzione, nonché la presentazione di un curriculum attestante l’attività professionale nel settore.

Ad ottobre 2019 si è conclusa la prima fase, con la proclamazione dei vincitori dei quattro premi di 4000 euro messi in palio: Hugo Weber (foto di Paolo Ventura), Alessandro Zoboli (foto di Alex Majoli), Paolo Lecca (foto di Gulio Di Sturco), Martina Romano (foto di Letizia Toscano).

La seconda fase del Premio si svolgerà nel 2020 e prevede che i vincitori partecipino ad una mostra dei lavori in concorso e tengano dei seminari a giovani under 35, tra fotografi, post-produttori e studiosi della materia, per illustrare le loro modalità operative in relazione ai lavori presentati in concorso e al rapporto instaurato col fotografo autore delle foto originarie.

I seminari sono in programma a Roma sabato 8 e domenica 9 febbraio 2020 presso gli spazi di Officine Fotografiche Roma (via Giuseppe Libetta,1), anticipati venerdì 7 febbraio da un talk di presentazione del progetto da parte dei promotori del Premio.

La partecipazione è gratuita e su selezione, limitata ad un gruppo di 20 persone. 

Nei seminari saranno discussi vari aspetti della post-produzione e del suo essere strumento creativo e progettuale, esplorando metodi e tecniche, nonché affrontando l’indispensabile confronto con l’autore che è alla base di una collaborazione riuscita.

La deadline per presentare domanda è il 17 gennaio 2020.

Qui tutte le informazioni sul programma e le modalità di partecipazione