Premio Marco Bastianelli per miglior libro fotografico

C’è tempo fino al 15 maggio per partecipare alla 16esima edizione del Premio Marco Bastianelli per il miglior libro fotografico.

Il premio è suddiviso in due categorie:

– opera di autore italiano

– opera autoprodotta di autore italiano, self-publishing o libro d’artista 

Il premio istituito per ricordare Marco Bastianelli intende contribuire alla diffusione e conoscenza dei libri di fotografia, tema a cui Marco era molto sensibile ed al quale aveva dedicato per molti anni una autorevole e seguita rubrica di critica sulle riviste di fotografia.

Il libro Archivi Fotografici Italiani a cui Marco si era dedicato con  entusiasmo e passione è stato il primo libro in Italia ad occuparsi dell’argomento ed è tuttora un punto di riferimento per chi si occupa di archivi fotografici.

L’associazione culturale DIECIQUINDICI intende proseguire questo impegno ponendo l’attenzione sul lavoro di fotografi ed editori che si sono distinti in questi anni per l’elevata qualità delle produzioni nell’ambito dell‘editoria fotografica. Si intende promuovere il libro fotografico nella sua forma di progetto completo ed innovativo nella fotografia, nella grafica come nella capacità descrittiva della narrazione e nell’estrema libertà di sperimentare forma, struttura, materiali e contenuti che offre il libro d’arte misurandosi con lo spazio compositivo del foglio e dell’immagine.

La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani

Inaugura domani 15 febbraio “La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani“, in occasione del 75°anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, avvenuta ufficialmente il 1° maggio in Italia, l’8 maggio in Europa e il 2 settembre nel Pacifico.

Manzanar Relocation Center Manzanar California, A little girl evacuee of Japanese, NARA

L’esposizione mira a raccontare la storia del più devastante conflitto che l’uomo abbia mai conosciuto attraverso le immagini più suggestive e famose degli Archivi di Stato americani – National Archives and Records Administration, Library of Congress, US Navy, US Marines Corp, US Army, etc. 

Top women at U.S. Steels Gary Indiana Works, NARA

Composta di circa 60 immagini, la mostra ripercorre infatti tutti i principali eventi del Secondo Conflitto Mondiale sui fronti europei, nord africani e del Pacifico: l’invasione della Francia e i bombardamenti sulla Gran Bretagna, l’attacco a sorpresa di Pearl Harbor e l’invasione della Russia, la guerra in Nord Africa e la riconquista isola per isola dell’Oceano Pacifico, i campi di sterminio e la riduzione in schiavitù di milioni di Europei per sostituire i Tedeschi al fronte nelle fabbriche, i movimenti di liberazione e le punizioni ai collaborazionisti, la guerra in Italia e il D-Day, la sconfitta dei Tedeschi e le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la resa del Giappone e la caccia ai gerarchi nazisti.

Curata da Alessandro Luigi Perna e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose, la mostra fa parte del progetto History & Photography che ha per obiettivo raccontare la Storia con la Fotografia (e la Storia della Fotografia) valorizzando gli archivi storici fotografici nazionali e internazionali, sia pubblici che privati.

Rivolta al grande pubblico e a scuole e università, le immagini sono visibili via web (anche una volta terminata l’esposizione) sia ai professori per fare lezione in classe in autonomia che ai privati per l’home vision –  due nuovi servizi che rendono il progetto H&P all’avanguardia in Italia.

Dal 15 febbraio al 27 giugno 2020

presso La Casa di Vetro

via Luisa Sanfelice, 3 Milano

https://www.history-and-photography.com/la-guerra-totale

Fra noi e le cose, Mario Cresci e Novella Oliana

Ha inaugurato ieri Fra noi e le cose, una mostra di Mario Cresci e Novella Oliana, a cura di Gigliola Foschi

Un dialogo inedito fra due autori di differenti generazioni attorno all’eredità di un approccio visivo innovativo.

Mario Cresci, maestro riconosciuto della fotografia italiana e Novella Oliana appaiono profondamente in sintonia nel leggere e interpretare il mondo circostante, ognuno attraverso la propria visione. Entrambi esplorano una metodologia dello sguardo di cui Mario Cresci è stato in primis sperimentatore e fautore. 

Un dialogo proficuo in circa venti fotografie che, nonostante tematiche in apparenza diverse, è evidente tra la serie   La casa di Annita (2003) di Mario Cresci e la ricerca Lo spazio necessario (2016-2020) di Novella Oliana.

MARIO CRESCI: LA CASA DI ANNITA

È il tentativo di preservare la memoria di una vita trascorsa in una villetta degli anni Trenta attraverso le tracce sedimentate dagli oggetti appartenuti alle persone scomparse che l’hanno abitata: immagini-ricordo di una casa che andava svuotandosi, finito il tempo di chi l’aveva vissuta.

Mario Cresci, 2020, Annita

Scrive Gigliola Foschi nel suo testo critico: “Mario Cresci sente che il corpo vivo della casa sta cessando di esistere per la perdita delle sue funzioni, avverte il dolore di chi è costretto ad aprire e liberare vecchie scatole, armadi e cassetti pieni di cose conservate con cura. Con discrezione decide allora di usare la fotografia come una forma di scrittura fredda, classificatoria e possibilmente priva di sentimenti retorici. Eppure, nonostante il suo sguardo sia frontale e diretto, qualcosa accade e questo qualcosa è una piccola differenza che cambia tutto, è un leggero scarto che rimescola le carte e le rimette in gioco.” 

La sua intende essere una rispettosa fotografia-prelievo ma, nel momento in cui Cresci sposta gli oggetti, anche se di poco, entra in intimità con essi.  Le sue immagini diventano strumento di un confrontarsi inedito con la realtà e con il senso dell’abitare spazi intesi come depositi di memorie, storie, momenti di vita vissuta.

Mario Cresci, 2020, Annita

Mario Cresci, classe 1942, mette in atto una personale “ricerca antropologica” e le scene che egli fotografa acquistano una nuova vita che ridà senso a quella passata. 

Per l’artista, che vive e lavora a Bergamo, il valore della memoria delle cose non diviene mai sterile nostalgia del passato, ma valorizzazione di atti creativi espressi da persone che in essi hanno proiettato la loro storia e la loro identità. 

NOVELLA OLIANA: LO SPAZIO NECESSARIO

Artista, docente e ricercatrice, per Novella Oliana, in perfetta sintonia con le ricerche di Mario Cresci, la fotografia è una continua ricerca, uno strumento di riflessione che si dilata nel tempo, che si approfondisce di gesto in gesto (come il tagliare, il cucire, il raccogliere piccoli sassi…) senza avere una meta prestabilita, ma che parte sempre da un punto che è profondamente radicato al suo essere, alla sua vita, vicino ai luoghi da lei amati. 

Scrive Gigliola Foschi: “La meta è il suo continuo lavorio, dove il tagliare, il cucire, il raccogliere piccoli sassi bianchi, e poi fotografie d’archivio, e poi frammenti di immagini, si coniuga senza fratture con il fotografare, il rifotografare, il comporre, il creare piccole installazioni magiche fatte di un quasi niente: uno specchietto, un isolotto mignon, una piccola immagine…”.

Novella Oliana, classe 1978, attraverso la fotografia ha sviluppato in maniera più vasta la comprensione di mondi culturali differenti che interagiscono con il nostro, in particolare quelli del Medio Oriente e del Mediterraneo.

Novella Oliana, piccolo sistema

Nelle fotografie esposte a Milano tutto ragiona attorno al mare, dentro il mare, la sua storia, i suoi miti. Il mare come una parte di sé, la superfice acquatica come un testo da smontare e ricomporre, il Mediterraneo come un universo denso di riflessi, di apparizioni e scomparse, di isole che emergono e si inabissano nascondendosi alla vista come nel trittico Hypothése d’île.

Le immagini di Novella Oliana si offrono come narrazioni “aperte”. Le sue microstorie vanno ascoltate con attenzione. Per renderle attive nel nostro immaginario l’autrice sceglie di rimetterle in gioco sottovoce, in modo sommesso ma tenace (non a caso le sue immagini sono spesso di piccole/medie dimensioni e composte da dittici o trittici), si affida agli incontri, ai ritrovamenti dove ogni pezzo che si aggiunge si trasforma e si riscrive. 

Novella Oliana, creative process

Gigliola Foschi: “Il valore delle sue opere non è tanto nelle singole immagini, ma nel loro insieme composto di frammenti che si connettono gli uni agli altri come costellazioni. È nella rinuncia a ogni pretesa di completezza, nel continuo fare e rifare in cui si mescolano storia e invenzione, svelamento e occultamento, nel nome di un’idea di Mediterraneo che si nutre di archivi immaginari e d’immaginazioni individuali e collettive”.

 

Red Lab Gallery

dal 7 febbraio al 4 aprile 2020

Ingresso libero

 

PANORAMI CONTEMPORANEI E LUOGHI IN TRASFORMAZIONE

PANORAMI CONTEMPORANEI E LUOGHI IN TRASFORMAZIONE

Residenze di Fotografia in Italia, II edizione

Milano, Padova, Parma

Selezione di 6 artisti under 35

Il progetto Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione si propone di indagare con l’arte e la fotografia i cambiamenti che influenzano il nostro modo di vivere nelle città del presente, individuarne criticità e potenzialità, registrare le sfide, anticipare i cambiamenti del futuro.

In particolare, durante le residenze ospitate a Milano, Padova e Parma, la ricerca artistica verterà su alcune aree che sono state oggetto di interventi di rigenerazione, spesso promossi da amministrazioni pubbliche, con l’intento di creare un equilibrato rapporto tra bisogni sociali, attività produttive, creatività e ambiente, determinanti per la crescita culturale delle comunità.

Progetto promosso da Comune di MilanoGAI Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani e Museo di Fotografia Contemporanea
in partenariato con Comune di Padova e Comune di Parma
con il sostegno di MiBACT e SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea

Il concorso verrà presentato in un incontro aperto a tutti il 9 gennaio 2020, ore 18.30, presso Officine Fotografiche Milano.

Intervengono:

Fabrizio Chirico – Direttore dell’Area Giovani, Università e Alta Formazione del Comune di Milano

Tommaso Sorce – Area Giovani, Università e Alta Formazione del Comune di Milano 
 

DESTINATARI
Il concorso si rivolge a giovani fotografi e artisti attivi nel campo delle arti visive, di età compresa tra i 18 e i 35 anni compiuti, residenti in Italia (inclusi i soggetti di nazionalità non italiana), che operano con obiettivi professionali utilizzando il mezzo fotografico.

I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della domanda di ammissione.
È possibile presentare una sola candidatura, in forma singola e a titolo individuale.

Deadline 16 gennaio 2020, ore 15

Per partecipare scarica il bando completo e il modulo

Televisiva | La nuova mostra di Stefano De Luigi a Milano

Con il progetto inedito “Televisiva” del fotografo Stefano De Luigi, quattro volte vincitore del World Press Photo, Other Size Gallery by Workness di Milano inaugura la programmazione espositiva 2020 che sarà interamente dedicata alla fotografia d’autore.

Nei 32 scatti in bianco e nero – esposti dal 6 febbraio fino al 10 aprile nella mostra a cura di Giusi Affronti – la narrazione si concentra sull’universo televisivo italiano degli anni Novanta, la sua storia, i backstage e i personaggi, restituendo il fermo-immagine di un’epoca che ci parla in modo drammaticamente attuale anche dell’oggi.

In un periodo compreso tra il 1994, anno del primo governo Berlusconi, e il 2000, segnato dalla messa in onda del Grande Fratello, primo reality show italiano, Stefano De Luigi elabora il suo progetto fotografando i set televisivi di trasmissioni emblematiche di quel periodo creando un archivio di immagini dell’entertainment insieme a una galleria di ritratti di presentatori e starlette, da Mara Venier a Wendy Windham, da Paolo Bonolis a Platinette.

Tra satira e inquietudine, la fotografia di De Luigi scruta sotto la superficie di paillettes dello spettacolo televisivo, rappresentato come un microcosmo carnevalesco di showmen, ballerine e creature circensi nate dalla fantasia degli autori tv, e restituisce una rappresentazione umana grottesca che diviene metafora della politica e della società dell’Italia di oggi.

A distanza di venticinque anni dalla sua nascita, come una profezia, “Televisiva” denuncia il sistema di parole urlate e fake news, di facile sensazionalismo e di modelli di comportamento che, tra fascinazione e demagogia, si è traslato dalla dimensione virtuale della televisione al dibattito politico e alla quotidianità del paese reale.

Gli scatti di Letizia Battaglia in mostra a Milano

Ha inaugurato ieri Storie di strada, la prima grande retrospettiva di Letizia Battaglia, in mostra a Palazzo Reale a Milano fino al 19 gennaio 2020.

La mostra, a cura di Francesca Alfano Miglietti, (oltre 300 fotografie, molte delle quali inedite) ricostruisce l’intera carriera di Letizia Battaglia e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e tematiche.

I ritratti di donne, uomini, bambini e animali sono solo alcuni dei capitoli che compongono la rassegna; a questi si aggiungono quelli sulle città, come Palermo e quindi sulla politica, sulla vita, sulla morte, sull’amore, e due filmati che approfondiscono la sua vicenda umana e artistica.

Il percorso espositivo si focalizza sugli argomenti che hanno costruito la cifra espressiva più caratteristica dell’artista, che l’ha portata a fare una profonda e continua critica sociale.

Quelle che la mostra si propone di esporre – ricorda la curatrice Francesca Alfano Miglietti – del percorso di Letizia Battaglia, sono ‘forme d’attenzione’: qualcosa che viene prima ancora delle sue fotografie, perché Letizia Battaglia si è interrogata su tutto ciò che cadeva sotto al suo sguardo, fosse un omicidio o un bambino, uno scorcio o un raduno, una persona oppure un cielo. Guardare è stata la sua attività principale, che si è ‘materializzata’ in straordinarie immagini”.

Fitto anche il calendario degli eventi collaterali, dalle visite guidate ai contesti fotografici.

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LETIZIA BATTAGLIA. Storie di strada
5 dicembre 2019 – 19 gennaio 2020
Milano, Palazzo Reale

Orari
Lunedì: 14.30 – 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 – 19.30
Giovedì e sabato: 9.30 – 22.30

PHOTO VOGUE FESTIVAL 2019 – INEZ & VINOODH HI-LO TRANSFORMERS 

Giunto alla 4° edizione, il Photo Vogue Festival diventa simbolo di cultura ed eccellenza in campo fotografico. Un’occasione unica per tutti gli appassionati di fotografia, arte e moda di entrare in contatto con professionisti e figure chiave del settore tra maestri della fotografia, curatori e agenzie.

Il main event si svolgerà dal 14 al 17 novembre a BASE Milano, nell’hub creativo si terrà la mostra “A Glitch in the System, deconstructing stereotypes” che verrà anticipata dall’esposizione a Palazzo Reale “Inez & Vinoodh Hi-Lo Transformers”.

 

La mostra “Inez & Vinoodh Hi-Lo Transformers”, inaugura oggi 31 ottobre ed è a cura di Francesco Bonami, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Vogue Italia. E’ la prima che si tiene in un’istituzione pubblica in Italia, in cui Inez & Vinoodh hanno deciso di immergersi nell’high-tech per poi sovvertirlo.

L’esposizione sarà costituita da una serie di immagini iconiche di I&V trasformate in grandi cartelloni dipinti a mano ad opera di Jason Coatney di Colossal Media, leader globale della pubblicità outdoor dipinta a mano. Ad ospitare la mostra saranno le sale negli appartamenti privati del Principe di Palazzo Reale, il risultato sarà un dialogo stravagante tra lo stile fotografico degli artisti, il contesto espositivo sfarzoso e l’arte grezza dei cartelloni pubblicitari.

Dal reale alla realtà è il percorso immaginario concepito dai due artisti che, in questo modo, vogliono fuggire dalle convenzioni della fotografia, dell’arte commerciale e da quelle della fotografia che si reputa “alta”. Servendosi di strumenti virtuali e digitali, I&V li fanno recedere a vettori di un più alto contenuto emozionale. Una nuova opportunità per immergersi nel loro mondo, spettacolare ed intimo allo stesso tempo, attraverso dipinti low-tech e un video high-tech si potranno comprendere la loro arte e il loro rapporto con i mutamenti continui della cultura contemporanea.

 

A FORMA MERAVIGLI VIVIAN MAIER A COLORI

Per la prima volta una selezione inedita di fotografie a colori della celebre tata fotografa: ha inaugurato ieri a Forma Meravigli  Vivian Maier. A colori, una mostra a cura di Alessandra Mauro e realizzata in collaborazione con la Howard Greenberg Gallery di New York, che resterà aperta fino al 19 gennaio 2020.

Un percorso espositivo che attraverso le immagini racconta la vita quotidiana dell’America tra gli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta. Vivian Maier guarda alla realtà come un osservatore invisibile, vagando per le strade di Chicago e New York cattura le storie di vita umana raccontando l’ironia, il calore, il paesaggio urbano, i bambini.

Già il 31 luglio la Huxley-Parlour Gallery di Londra presenta Vivian Maier: Colour Photographs, una mostra su questa parte meno conosciuta dell’archivio della fotografa che, per la prima volta, arriva in Europa. Ma anche a Trieste con la mostra The Self-Portrait and its Double curata da Anne Morin al Magazzino delle idee, toccano l’Italia 11 scatti a colori inediti di Vivian Maier.

La sua storia particolare ha influito sicuramente sul successo che ha riscosso negli ultimi anni: Vivian Maier era una babysitter che nel tempo libero amava scattare foto per strada, ma tutto il suo materiale fotografico è diventato un successo solo nel 2010, quando, dopo la sua morte a 83 anni, John Maloof acquisisce un archivio messo all’asta che comprendeva 150.000 immagini tra stampe, negativi, provini e rullini non sviluppati.

Una mostra, dunque, a cui non poter rinunciare, soprattutto per l’occasione di poter vedere alcuni scatti inediti della fotografa oltre che un vivido spaccato di vita americana.

Senza dubbio, Vivian Maier può essere considerata una delle prime poetesse della contemporanea fotografia a colori.” Joel Meyerowitz

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Vivian Maier a colori
Fino al 19 gennaio 2020
Da mercoledì a domenica dalle 11.00 alle 20.00
Lunedì e martedì chiuso
Forma Meravigli
Via Meravigli 5
20123 Milano
www.formafoto.it