Fra noi e le cose, Mario Cresci e Novella Oliana

Ha inaugurato ieri Fra noi e le cose, una mostra di Mario Cresci e Novella Oliana, a cura di Gigliola Foschi

Un dialogo inedito fra due autori di differenti generazioni attorno all’eredità di un approccio visivo innovativo.

Mario Cresci, maestro riconosciuto della fotografia italiana e Novella Oliana appaiono profondamente in sintonia nel leggere e interpretare il mondo circostante, ognuno attraverso la propria visione. Entrambi esplorano una metodologia dello sguardo di cui Mario Cresci è stato in primis sperimentatore e fautore. 

Un dialogo proficuo in circa venti fotografie che, nonostante tematiche in apparenza diverse, è evidente tra la serie   La casa di Annita (2003) di Mario Cresci e la ricerca Lo spazio necessario (2016-2020) di Novella Oliana.

MARIO CRESCI: LA CASA DI ANNITA

È il tentativo di preservare la memoria di una vita trascorsa in una villetta degli anni Trenta attraverso le tracce sedimentate dagli oggetti appartenuti alle persone scomparse che l’hanno abitata: immagini-ricordo di una casa che andava svuotandosi, finito il tempo di chi l’aveva vissuta.

Mario Cresci, 2020, Annita

Scrive Gigliola Foschi nel suo testo critico: “Mario Cresci sente che il corpo vivo della casa sta cessando di esistere per la perdita delle sue funzioni, avverte il dolore di chi è costretto ad aprire e liberare vecchie scatole, armadi e cassetti pieni di cose conservate con cura. Con discrezione decide allora di usare la fotografia come una forma di scrittura fredda, classificatoria e possibilmente priva di sentimenti retorici. Eppure, nonostante il suo sguardo sia frontale e diretto, qualcosa accade e questo qualcosa è una piccola differenza che cambia tutto, è un leggero scarto che rimescola le carte e le rimette in gioco.” 

La sua intende essere una rispettosa fotografia-prelievo ma, nel momento in cui Cresci sposta gli oggetti, anche se di poco, entra in intimità con essi.  Le sue immagini diventano strumento di un confrontarsi inedito con la realtà e con il senso dell’abitare spazi intesi come depositi di memorie, storie, momenti di vita vissuta.

Mario Cresci, 2020, Annita

Mario Cresci, classe 1942, mette in atto una personale “ricerca antropologica” e le scene che egli fotografa acquistano una nuova vita che ridà senso a quella passata. 

Per l’artista, che vive e lavora a Bergamo, il valore della memoria delle cose non diviene mai sterile nostalgia del passato, ma valorizzazione di atti creativi espressi da persone che in essi hanno proiettato la loro storia e la loro identità. 

NOVELLA OLIANA: LO SPAZIO NECESSARIO

Artista, docente e ricercatrice, per Novella Oliana, in perfetta sintonia con le ricerche di Mario Cresci, la fotografia è una continua ricerca, uno strumento di riflessione che si dilata nel tempo, che si approfondisce di gesto in gesto (come il tagliare, il cucire, il raccogliere piccoli sassi…) senza avere una meta prestabilita, ma che parte sempre da un punto che è profondamente radicato al suo essere, alla sua vita, vicino ai luoghi da lei amati. 

Scrive Gigliola Foschi: “La meta è il suo continuo lavorio, dove il tagliare, il cucire, il raccogliere piccoli sassi bianchi, e poi fotografie d’archivio, e poi frammenti di immagini, si coniuga senza fratture con il fotografare, il rifotografare, il comporre, il creare piccole installazioni magiche fatte di un quasi niente: uno specchietto, un isolotto mignon, una piccola immagine…”.

Novella Oliana, classe 1978, attraverso la fotografia ha sviluppato in maniera più vasta la comprensione di mondi culturali differenti che interagiscono con il nostro, in particolare quelli del Medio Oriente e del Mediterraneo.

Novella Oliana, piccolo sistema

Nelle fotografie esposte a Milano tutto ragiona attorno al mare, dentro il mare, la sua storia, i suoi miti. Il mare come una parte di sé, la superfice acquatica come un testo da smontare e ricomporre, il Mediterraneo come un universo denso di riflessi, di apparizioni e scomparse, di isole che emergono e si inabissano nascondendosi alla vista come nel trittico Hypothése d’île.

Le immagini di Novella Oliana si offrono come narrazioni “aperte”. Le sue microstorie vanno ascoltate con attenzione. Per renderle attive nel nostro immaginario l’autrice sceglie di rimetterle in gioco sottovoce, in modo sommesso ma tenace (non a caso le sue immagini sono spesso di piccole/medie dimensioni e composte da dittici o trittici), si affida agli incontri, ai ritrovamenti dove ogni pezzo che si aggiunge si trasforma e si riscrive. 

Novella Oliana, creative process

Gigliola Foschi: “Il valore delle sue opere non è tanto nelle singole immagini, ma nel loro insieme composto di frammenti che si connettono gli uni agli altri come costellazioni. È nella rinuncia a ogni pretesa di completezza, nel continuo fare e rifare in cui si mescolano storia e invenzione, svelamento e occultamento, nel nome di un’idea di Mediterraneo che si nutre di archivi immaginari e d’immaginazioni individuali e collettive”.

 

Red Lab Gallery

dal 7 febbraio al 4 aprile 2020

Ingresso libero

 

Gli scatti di Letizia Battaglia in mostra a Milano

Ha inaugurato ieri Storie di strada, la prima grande retrospettiva di Letizia Battaglia, in mostra a Palazzo Reale a Milano fino al 19 gennaio 2020.

La mostra, a cura di Francesca Alfano Miglietti, (oltre 300 fotografie, molte delle quali inedite) ricostruisce l’intera carriera di Letizia Battaglia e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e tematiche.

I ritratti di donne, uomini, bambini e animali sono solo alcuni dei capitoli che compongono la rassegna; a questi si aggiungono quelli sulle città, come Palermo e quindi sulla politica, sulla vita, sulla morte, sull’amore, e due filmati che approfondiscono la sua vicenda umana e artistica.

Il percorso espositivo si focalizza sugli argomenti che hanno costruito la cifra espressiva più caratteristica dell’artista, che l’ha portata a fare una profonda e continua critica sociale.

Quelle che la mostra si propone di esporre – ricorda la curatrice Francesca Alfano Miglietti – del percorso di Letizia Battaglia, sono ‘forme d’attenzione’: qualcosa che viene prima ancora delle sue fotografie, perché Letizia Battaglia si è interrogata su tutto ciò che cadeva sotto al suo sguardo, fosse un omicidio o un bambino, uno scorcio o un raduno, una persona oppure un cielo. Guardare è stata la sua attività principale, che si è ‘materializzata’ in straordinarie immagini”.

Fitto anche il calendario degli eventi collaterali, dalle visite guidate ai contesti fotografici.

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LETIZIA BATTAGLIA. Storie di strada
5 dicembre 2019 – 19 gennaio 2020
Milano, Palazzo Reale

Orari
Lunedì: 14.30 – 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 – 19.30
Giovedì e sabato: 9.30 – 22.30

LIFE FRAMER – Celebrating Creative Photography

E’ alla 5° edizione il premio fotografico Life Framer, l’unica competizione fotografica che dura tutto l’anno, sempre alla ricerca dei migliori lavori fotografici sia amatoriali che professionali.

Ad ogni edizione vengono lanciate 12 call mensili, ognuna con un suo tema e un suo supervisore fotografo o professionista del settore. La giuria d’eccezione di 12 membri, infatti, non comprende solo fotografi di fama internazionale, ma anche curatori, direttori di agenzie ed editori tra i quali Steve McCurry, Martin Parr, Emma Lewis e l’italiano Stefano de Luigi.

Ogni mese i fotografi vincitori ricevono un feedback sul proprio lavoro, diffusione on line e un premio di 2000 dollari. Inoltre, alla fine di ogni edizione, i vincitori delle varie call hanno l’occasione di esporre i propri lavori in quattro mostre in quattro location d’eccezione: ClampArt Gallery a New York, Officine Fotografiche a Milano, Reminders Photography Stronghold Gallery a Tokyo e presso l’Arles Photo Festival con una selezione speciale degli editori di Life Framer.

Life Framer “World Travelers” 1st prize: Ruslan Hrushchak

Quest’anno l’imperdibile mostra itinerante approderà nella città meneghina il 17 ottobre. Negli spazi di Officine Fotografiche saranno esposti i 24 vincitori dei 12 temi di quest’edizione, ognuno dei quali consapevolmente astratto per stimolare la creatività e dare quella libertà che rendono quest’esibizione così stimolante, multiforme e significativa.

Ma Life Framer non è solo una competizione, Life Framer è anche una community indipendente che promuove e supporta le culture creative on e off line. Gli editori celebrano le loro serie preferite che giungono dai membri della community, pubblicando interviste e raccontando i dietro le quinte degli scatti presentati. Ognuno può contribuire alla crescita di questo network creativo condividendo i proprio lavori nella sezione “my LF” della piattaforma on line.

Per informazioni: https://www.life-framer.com/